Enoturismo: il nostro studio presentato alla 50esima edizione di Hospitality Riva del Garda 2026
E' un asset in crescita che muove 15 milioni all'anno di turisti di cui il 58,4 per cento dall'Italia e il 13% dagli Stati Uniti. E' capace di conquistare gli interessi esperienziali di millennials e boomers ma anche delle famiglie sempre più attratte dalle nuove attività inclusive e trasversali offerte dalle cantine. Il che significa 400 euro di spesa media per esperienza che si concentra in particolare nei weekend di maggio, agosto e ottobre. Fin qui i numeri che non sempre restituiscono il reale valore ancora inespresso dell'enoturismo.
Ne è un esempio il Trentino Alto Adige. Sebbene sia nella top five della classifica nazionale delle regioni più attrattive per enoturismo, dietro a Toscana, Piemonte e Veneto e davanti al Friuli Venezia Giulia, il Trentino non ha ancora puntato al massimo sulla comunicazione dell'enogastronomia quale prodotto identitario del territorio. E' quanto emerso dal nostro studio comparativo sul settore presentato in un panel di 'Spazio vignaiolo' nell'ambito della 50esima edizione di Hospitality Riva del Garda– Il Salone dell'accoglienza 2026.
L'analisi
"L'analisi del livello di completezza della presentazione dei prodotti enogastronomici nei 12 portali di ambito fotografa un quadro disomogeneo: nella media finale, il comparto raggiunge il 67% della declinazione narrativa dei prodotti identitari, cioè strettamente legati a caratteristiche uniche e distintive del territorio e dunque non replicabili in altri contesti - spiega Matteo Bonazza direttore generale di Progetto Turismo -. Se natura e territorio con l'86% la fanno da padroni nelle presentazioni, la frequenza di citazione dell'enogastronomia nei prodotti identificativi per macro categoria raggiunge solo il 9%. Media che si abbassa all'8% quando si fa riferimento ai prodotti trasversali, quindi non direttamente legati all'identità della destinazione”. Per allargare gli orizzonti la ricerca ha preso in esame anche un cluster di strutture ricettive. Ma il risultato non cambia. L'enogastronomia raggiunge il 41% di frequenza delle macro categorie di prodotto identificato nei siti di hotel, alberghi, b&b.
In questo contesto, si è sviluppato anche il dibattito su come rafforzare la promozione dell'enogastronomia come elemento distintivo del territorio. L'incontro «Enogastronomia e sistema promozionale», organizzato da Confesercenti del Trentino con il supporto del Consorzio Vignaioli del Trentino, ha visto la partecipazione di Massimilano Peterlana, presidente di Confesercenti del Trentino, e di Stefania Conti, la nostra analista di Progetto Turismo, che ha illustrato i risultati di un'indagine condotta in occasione della Borsa Internazionale del Turismo Montano, offrendo interessanti spunti su strategie e strumenti per valorizzare l'offerta enogastronomica nel contesto promozionale del territorio promozionale.
Punti di forza e minacce
Lo studio ha evidenziato un ottimo livello di completezza della comunicazione dei prodotti enogastronomici, pari all'84%, all'interno dei portali di comunicazione ma si può migliorare nei portali di ambito. Il report mette in luce una buona capacità di collegare la presentazione dell'offerta enogastronomica ad altri prodotti identitari, specie se legati a natura e territorio, ma i riferimenti ai prodotti enogastronomici sono rari o assenti nelle pagine degli altri prodotti identitari e trasversali. Dunque? "Partiamo dal dato positivo - aggiunge Bonazza -. Le opportunità, per esempio. L'enogastronomia sta diventando un elemento centrale della vacanza grazie alla diversificazione dei servizi offerti dalle cantine ed è leva per la vendita diretta. La minaccia? Il mutamento delle preferenze dei consumatori".
Comunicato stampa a cura di Luca Borghi