Intervista a Oskar Schwazer,

Direttore APT Garda Dolomiti

Ad oggi, qual è la situazione mobilità sul lago di Garda?

Purtroppo al giorno d'oggi, quando si parla di lago del Garda, si parla anche di mobilità. Questo per noi è un punto debole che in parte deriva dalla conformazione del nostro territorio, in parte dal fatto che siamo un'enorme macchina turistica. Per dare qualche dato, nell’Alto Garda contiamo ogni anno circa 4 milioni di presenze turistiche. Di queste, ben il 92% arriva utilizzando la propria macchina privata. Ovviamente stiamo facendo dei ragionamenti al fine di poter offrire delle soluzioni alternative, ma al di là del tema degli arrivi, il problema riguarda soprattutto il modo con cui i turisti si muovono una volta giunti sul lago.

Se devo essere sincero, a me dispiace quando viene data al turismo la responsabilità di come le persone raggiungano la nostra destinazione. È una responsabilità che non possiamo accettare, perché quando una famiglia di Amburgo decide di venire in macchina a Riva del Garda noi possiamo fare ben poco. Possiamo fare la differenza su come questa famiglia si muove una volta che è qui, e difatti è soprattutto su questo punto che abbiamo deciso di concentrarci.

L'esigenza di avere un servizio di trasporto efficace lo vedete come un bisogno crescente?

Assolutamente. Grazie anche al sostegno da parte della Provincia e della nostra casa madre, Trentino Marketing, abbiamo avviato progetti importanti come quello della Trentino Guest Card, la quale dà al visitatore il libero accesso alla mobilità pubblica per tutta la durata del soggiorno. Nello specifico, l’utilizzo di questo servizio è in forte aumento negli ultimi anni e questo è un dato positivo. L'accesso ai battelli e ai traghetti che girano sul lago è praticamente triplicato, anche perché sgravano il visitatore dal problema del parcheggio e dagli ingorghi stradali. Il nostro intento è quello di continuare ad informare l'ospite sulle alternative rispetto l’utilizzo del proprio mezzo privato, incentivandolo a lasciarlo parcheggiato una volta raggiunta la destinazione.

So che avete creato un servizio di mobilità particolare.
Puoi raccontarci di che cosa si tratta?

Bus&Go è un servizio sperimentale partito nell’estate del 2022. In poche parole si tratta di combinare i servizi di trasporto esistenti con gli strumenti digitali che tutti abbiamo imparato a conoscere. Attraverso un’applicazione posso prenotare il bus che verrà a prendermi alla fermata dell’autobus più vicina. A quel punto mi porterà alla destinazione, lasciandomi anche in questo caso alla fermata più vicina. Nel complesso posso dire che è stata una soluzione di grande successo, già il primo anno era nella top tre delle applicazioni di mobilità più scaricate.

Dietro a questo progetto c’è stata una grande collaborazione con i comuni di Riva del Garda, Torbole e di Arco, perché ovviamente da soli non saremmo mai riusciti a portare avanti un progetto del genere.

Il bello però è che questo servizio si è rivelato molto più di un servizio turistico. Guardando i dati di utilizzo abbiamo visto che metà dei fruitori sono visitatori esterni, ma l'altra metà sono residenti e soprattutto residenti che prima non utilizzavano i servizi di Trentino Trasporti. Questa per noi è una grande soddisfazione, perché non abbiamo mai voluto creare dei servizi destinati solo ai turisti. Qualunque veicolo che troviamo sulla strada, che sia di un residente o di un ospite, è comunque una fonte di traffico in più che, oltre una certa soglia, può creare dei disagi. Aiutare gli uni e gli altri a lasciare la macchina in garage va a beneficio di tutta la comunità.

È un servizio che andrete a consolidare?

Sai, l’inverno scorso ero davvero felice di poter presentare i risultati di questo progetto durante una conferenza in Germania. È finita che in tanti, tra i miei colleghi del nord, mi hanno chiesto dove fosse la grande novità di questo servizio. Tutto questo loro l’hanno già realizzato diversi anni fa. In Germania, per esempio, questo tipo di soluzione non riguarda più soltanto le zone urbane, ma anche e soprattutto quelle di periferia, dove le navette a chiamata hanno sostituito quasi del tutto le linee tradizionali.

Quindi sì, il nostro obiettivo è quello di andare sempre più in questa direzione, potenziando e allargando ulteriormente questo servizio.

Per molte realtà italiane questo è un progetto all’avanguardia. Quali sono stati gli ingredienti del successo?

Questi progetti riusciamo a svilupparli perché abbiamo fatto un lavoro strategico a monte. In questo caso non si tratta di un progetto legato soltanto alla mobilità, ma più in generale alla governance del territorio. Durante lo scorso periodo pandemico abbiamo sfruttato quei mesi di stallo per ragionare sulla direzione che volevamo intraprendere per il futuro del lago di Garda. Per farlo ci siamo dovuti porre delle domande, facendo il punto su quanto abbiamo realizzato fino ad oggi. Era necessario capire chi siamo come destinazione e dove vogliamo arrivare.

Detto così può sembrare un processo semplice, ma riuscire a porsi la domanda giusta e riuscire a darle una risposta può essere impegnativo. Una volta che ti è chiaro dove sei e dove vuoi arrivare, però, tutti i progetti che metti in campo hanno un unico scopo: riempire questo gap tra ciò che sei oggi e ciò che vuoi essere un domani.

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